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Mavin Bike Travelling con Mary in Nuova Zelanda Giorno 5 [da Mount Cook ad Omarama] – Issue 001

Dopo aver “dormito” sul divano dell’albergo, con il costante terrore di essere cacciata, il giorno inizia con una forte motivazione che mi spinge a pedalare.

Sono rincoglionita, frastornata e pedalo lungo una parte del lago Pukaki facendo svanire la stanchezza accumulata. Il lago assume colori sempre diversi: dall’azzurro al verde e tutto quello che c’è in mezzo. Il sole caldo e il meteo sereno fanno la loro parte.

La alps2ocean in questo tratto è sterrata, come piace a me, lo sterrato che mi ha fatto amare ed odiare la mountain bike sbattendomi in faccia la durezza dei miei limiti. Il viaggio in bici, invece, ti libera dai limiti che ci imponiamo.

Il caldo inizia a farsi sentire e faccio sosta nell’unico bar della non bellissima cittadina di Twizel dove provo i famosi dolci neozelandesi Afghan. E’ una specie di torta tipo “cerealix” ma con più cioccolato. Niente di particolare, di tipico qui, a quanto pare, c’è solo la natura immensamente selvaggia e spiazzante!

Il mio punto di arrivo è Omorama, un piccolo villaggio. Raggiungo una sistemazione a buon prezzo che ho trovato chiedendo per caso ad un cameriere di 20 anni interessato al mio viaggio (lo devo credere??). Appena metto piede nelle cassette del motel mi accorgo che il mondo piccolissimo in cui sono entrata diventa grandissimo dentro di me (qualcuno direbbe: “It’s bigger on the inside!“). Esteticamente non è nulla di particolare ma la sensazione di pace che mi trasmette è indescrivibile, atmosfera tranquilla ma non triste. In più c’è un piccolo bike park che aumenta ancora di più la mia sensazione di benessere. Mi fa tornare alla mente i miei amici biker, dall’altra parte del mondo, e sorrido pensando al valore dell’amicizia, cosa in cui credo con tutta me stessa e di cui non ho mai dubitato. MAI!

A domani,
Mary

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Mavin Bike Travelling con Mary in Nuova Zelanda Giorno 5 [da Mount Cook ad Omarama] – Issue 001

Dopo aver “dormito” sul divano dell’albergo, con il costante terrore di essere cacciata, il giorno inizia con una forte motivazione che mi spinge a pedalare.

Sono rincoglionita, frastornata e pedalo lungo una parte del lago Pukaki facendo svanire la stanchezza accumulata. Il lago assume colori sempre diversi: dall’azzurro al verde e tutto quello che c’è in mezzo. Il sole caldo e il meteo sereno fanno la loro parte.

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Il caldo inizia a farsi sentire e faccio sosta nell’unico bar della non bellissima cittadina di Twizel dove provo i famosi dolci neozelandesi Afghan. E’ una specie di torta tipo “cerealix” ma con più cioccolato. Niente di particolare, di tipico qui, a quanto pare, c’è solo la natura immensamente selvaggia e spiazzante!

Il mio punto di arrivo è Omorama, un piccolo villaggio. Raggiungo una sistemazione a buon prezzo che ho trovato chiedendo per caso ad un cameriere di 20 anni interessato al mio viaggio (lo devo credere??). Appena metto piede nelle cassette del motel mi accorgo che il mondo piccolissimo in cui sono entrata diventa grandissimo dentro di me (qualcuno direbbe: “It’s bigger on the inside!“). Esteticamente non è nulla di particolare ma la sensazione di pace che mi trasmette è indescrivibile, atmosfera tranquilla ma non triste. In più c’è un piccolo bike park che aumenta ancora di più la mia sensazione di benessere. Mi fa tornare alla mente i miei amici biker, dall’altra parte del mondo, e sorrido pensando al valore dell’amicizia, cosa in cui credo con tutta me stessa e di cui non ho mai dubitato. MAI!

A domani,
Mary
3 Responses
  1. Lory

    come si fa ad organizzare un viaggio del genere? come e dove prendi le informazioni riguardo il dormire, mangiare ecc? fammi sapere! cmq, i miei complimenti e buon viaggio! un abbraccio! Lory

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